Mi chiamo Aurelio Stoppini, ho 53 anni e vivo a Perugia.
Ho iniziato a tirare con l'arco 8 anni fa, quindi in età matura, ma questo affascinante sport mi ha subito preso alla grande e col tempo si è trasformato in una stabile e duratura passione, al punto che oggi mi sento "arciere" come se lo fossi da sempre.
![]() |
| La tipica espressione rilassata dopo una piacevole gara nel bosco (N.B. il bicchiere conteneva ottimo Chianti) |
La mia formazione arcieristica iniziale è avvenuta in una compagnia Fitarco (la federazione nazionale affiliata al CONI, nella quale ho molti amici e sono tuttora iscritto), ma sin dai primi tempi ho avvertito il fascino del tiro tradizionale, che si pratica con archi semplici, privi di mirini e altri accessori tecnologici.
Per cui dall' "arco scuola", inevitabile strumento per compiere i primi passi arcieristici, non sono passato ad un "olimpico" pluriaccessoriato come la maggior parte dei miei compagni del corso di base, bensì ad un essenziale ricurvo "da caccia" (sia pur di modesto libbraggio), con l'obiettivo di imparare a tirare nel modo che maggiormente mi affascinava e tuttora riesce a emozionarmi: il tiro istintivo.
Da allora è iniziata una crescita progressiva, basata in buona parte sull'autoapprendimento (con l'inevitabile serie di errori iniziali che ciò comporta) ma anche sull'aiuto e i consigli di tanti arcieri ed istruttori, sulla lettura di libri, la sperimentazione e l'acquisto di nuove attrezzature più performanti, con il desiderio costante di migliorare e di approfondire la conoscenza di questa arte. Questa definizione per un'attività sportiva può apparire esagerata ma il tiro con l'arco, soprattutto quello tradizionale, ha molti aspetti in comune con attività artistiche, come ad esempio quella di suonare uno strumento musicale.
La mia attività arcieristica si è sviluppata soprattutto attraverso la FIARC, la "seconda" federazione sportiva nazionale, che si occupa del tiro "di campagna", che in realtà si pratica soprattutto nei boschi e prevalentemente (anche se non in modo esclusivo) con archi tradizionali. Sono molto grato alla FIARC per quello che mi ha dato e per gli amici che vi ho trovato, ed è un onore per me far parte degli istruttori regionali di questa federazione.
Dopo 8 anni, 7 campionati italiani FIARC, 1 europeo IFAA e innumerevoli gare e raduni arcieristici (tra cui includo anche tante piacevolissime amichevoli e "roving", che privilegiano gli aspetti ludici e conviviali) mi sono fatto ormai delle idee abbastanza chiare su quella splendida disciplina sportiva che è il tiro con l'arco tradizionale, un'intrigante alchimia di tecnica e istinto, e apro questo blog per raccontarvi un po' di cose che penso di aver capito, sperando di fare cosa utile soprattutto per chi è all'inizio, e magari per convincere qualcun altro ad avvicinarsi a questo emozionante sport che si può praticare a tutte le età (conosco arcieri provetti dai 10 agli 85 anni).
Oltre all'arco tradizionale, ma in modo meno assiduo, mi dedico da anni ad altre discipline di tiro: Pistola (P10, PGC e un po' di avancarica) al Tiro a Segno Nazionale, Field Target con la federazione FTI. Ne faccio un po' troppe ... è vero, ma l'esperienza acquisita in una specialità può essere utile anche nelle altre, perché gli aspetti in comune, specie a livello psicologico, sono veramente tanti.

Nessun commento:
Posta un commento