lunedì 19 settembre 2011

Iniziare a tirare con l'arco

Questo post è dedicato alle tante persone (anch'io un tempo ero tra questi) che avvertono il fascino ancestrale di questo sport e ne intuiscono la bellezza, ma sono frenati da una sorta di "timidezza" nell'avvicinarsi ad esso.
Cosa li trattiene? I motivi possono essere tanti, dalla paura che si tratti di uno sport difficile e costoso (l'immagine più ricorrente sui media è quella degli archi "tecnologici" con carrucole e contrappesi ...), alla mancanza di tempo (vera o presunta), alla scarsa informazione sui luoghi e sui modi in cui si può praticare, o ancora al timore di incidenti e infortuni (in realtà le poche e semplici regole di sicurezza sono tra le prime cose che vengono insegnate ai neofiti).


Per molte persone il primo approccio con l'arco avviene d'estate nei villaggi turistici, con istruttori e attrezzature spesso approssimative, in orari a volte improbabili (tipo le due del pomeriggio), che degradano questa nobile attività sportiva a un intermezzo tra una gita in barca e un ballo di gruppo, una cosetta da poco messa lì per rimpolpare il depliant del villaggio consultato in agenzia ...
A un approccio così poco entusiasmante segue nella maggior parte dei casi un abbandono totale. La legge dei grandi numeri sortisce comunque il suo effetto, e al ritorno dalle vacanze una  piccola percentuale degli "arcieri del villaggio" va in cerca di un luogo vicino a casa dove poter approfondire la conoscenza di questo sport e seguitare a praticarlo.
E qui altri aspiranti si perdono per strada: le società arcieristiche (chiamiamole d'ora in poi con il loro nome: compagnie) si fanno pubblicità quasi sempre con il solo passa-parola e spesso non sono facili da trovare. Internet aiuta, certo, ma non tutte le compagnie hanno un sito web, e magari non lo aggiornano con la frequenza dovuta, per cui si rischia a volte di andare in cerca di qualcosa che nel frattempo si è spostato in una nuova sede ...
Insomma, solo i più perseveranti (o i più fortunati) riescono a raggiungere l'obiettivo. Un utile esercizio zen, senza dubbio, ma il numero dei praticanti del tiro con l'arco ne risente in negativo: in Italia gli arcieri sono in tutto qualche decina di migliaia nel complesso delle federazioni arcieristiche di diversa genesi e specializzazione.
Attraverso questo sito cercherò di dare il mio modesto contributo per incoraggiare e orientare i neofiti, anche attraverso una pagina di link ai siti delle varie federazioni e delle compagnie che operano nelle diverse regioni.


Una cosa che sconsiglio assolutamente è l'approccio totalmente individuale al tiro con l'arco. Quello del neofita che si reca in negozio e acquista subito l'attrezzatura per tirare nel proprio giardino. Senza cognizioni, se non molto vaghe, e con il solo aiuto del negoziante, che anche se competente è comunque interessato soprattutto a vendere ...
E' molto difficile che riusciate a imparare da soli, anche con l'aiuto del miglior manuale del mondo. Nella maggior parte dei casi vi scoraggerete dopo qualche settimana e l'attrezzatura finirà presto in soffitta. Sarete portati a sottovalutare gli aspetti di sicurezza, con il rischio di farvi male, e acquisirete quasi sicuramente difetti nella postura e nel gesto, che vi impediranno di tirare al meglio delle vostre capacità, ma con il tempo potranno anche danneggiare tendini e articolazioni.
Nella formazione dell'arciere esiste una importante componente di autoapprendimento, di ricerca e lavoro su sé stessi, ma è fondamentale che questa sia supportata dai consigli di un capace istruttore, soprattutto nella fase iniziale.
Quindi, cari amici, lasciatevi dare un consiglio: no all'arco fai-da-teCercate pazientemente una compagnia di arcieri non troppo lontana da casa vostra e affidatevi a un istruttore, almeno per l'apprendimento della tecnica di base.


*   *   *

Vorrei completare questo post introduttivo con un elogio dello sport che ho più a cuore, per contribuire a farlo conoscere ed apprezzare come merita.


Un bel video, quello dei campionati italiani FIARC 2010, esprime forse meglio di ogni parola l'atmosfera unica del tiro con l'arco nei boschi (in questo caso si trattava della splendida foresta sopra il Lago d'Orta). 
Regolate l'audio a un volume non troppo basso e godetevi questi 4 minuti di gioia arcieristica allo stato puro, esplosiva, contagiosa!


A tempo debito spiegherò, a chi se lo sta chiedendo, perché l'arciere nella "copertina" del video ha le ginocchia sporche ...


Il tiro con l’arco è uno sport che offre tanto a chi lo pratica. Uno sport pieno di fascino, con delle peculiarità tutte sue. Gli aspetti positivi sono tanti, metto giù in ordine casuale quelli che mi vengono in mente (o mi sono stati suggeriti da persone che stimo particolarmente):
  • Il tiro con l'arco è uno sport individuale, quindi (dopo aver appresa la tecnica di base con l'aiuto di un istruttore) lo si può praticare anche da soli e non è necessario mettersi d’accordo con altre persone. Basta anche solo un’ora libera per tirare “due freccette”. Non ci sono orari da rispettare né limiti di tempo; non è un vantaggio da poco, nella vita complicata di oggi.
  • Nonostante quanto sopra, è molto piacevole tirare insieme, e in una compagnia di arcieri si possono trovare tanti amici. Amicizie disinteressate, che spesso durano una vita. L’ambiente non è esclusivo, è estraneo ai pregiudizi sociali e agli status symbol: gli arcieri sanno benissimo che il "manico" conta molto più dell'attrezzatura ... 
  • L'arco è uno sport fine, destinato a persone riflessive, amanti della natura e della vita all'aria aperta, predisposte all'introspezione e alla ricerca costante del miglioramento di sé stessi. Sia in allenamento che in gara, si ha spesso la percezione di un arricchimento interiore.
  • La pratica del tiro con l'arco è un utilissimo esercizio di concentrazione. Si impara progressivamente a distaccarsi dalle preoccupazioni del quotidiano, e una sessione di tiro condotta con lo spirito giusto eserciterà su di voi una piacevole azione rilassante e anti-stress.
  • Le gare sono un ottimo esercizio di concentrazione prolungata e di resistenza psico-fisica (una gara FIARC, ad esempio, ha una durata media di 4-5 ore).
  • L'agonismo (salvo rare eccezioni) non è esasperato, e la gara è soprattutto con sé stessi piuttosto che con gli altri. Consiglio a tutti gli arcieri di partecipare, quando possibile, a qualche competizione e raduno arcieristico, con lo spirito giusto che resta sempre quello dell'arricchimento interiore.
  • L'arco si può praticare a tutte le età (come ho già accennato, conosco ottimi arcieri dai 10 agli 85 anni). Ma non è solo questo: si può iniziare a tutte le età, a differenza di tanti altri sport che possono essere appresi con successo solo da giovani.
  • La tecnica non è affatto difficile da apprendere. In fondo, a ben vedere, il gesto da imparare e memorizzare è uno solo, un solo fluido movimento da adattare alle varie situazioni di tiro e alla conformazione del terreno, ma che resta sostanzialmente sempre lo stesso. A differenza di altri sport, che richiedono sequenze di azioni molto più complesse.
  • Per quanto sopra, i tempi per l'apprendimento della tecnica base sono ragionevolmente brevi. A titolo indicativo possiamo parlare di qualche mese, sia pure con differenze da un individuo all'altro in funzione delle capacità innate e dell'impegno. 
  • Ciò nonostante, il processo di approfondimento e miglioramento di sé stessi è costante, e non si ferma mai, nemmeno dopo anni. Nessun arciere potrà mai affermare di aver raggiunto la perfezione, anche se impegnandosi potrà ottenere risultati ragionevolmente soddisfacenti. Ma il fascino maggiore sta proprio nella ricerca: la strada da percorrere è spesso più interessante della stessa destinazione.
  • Il tiro con l'arco soddisfa anche il senso estetico di chi ama il bello: il gesto dell'arciere è classico ed elegante, e il volo pulito e inesorabile di una freccia ben tirata ci incanta sempre, anche dopo averne viste un numero altissimo.  
  • Dal punto di vista fisico, pur essendo basato su un gesto asimmetrico, il tiro con l'arco produce un generale rafforzamento delle braccia e dei muscoli dorsali, e porta a un miglioramento della postura e della respirazione.
  • Il tiro di campagna praticato nei boschi è un esercizio fisico di intensità moderata ma di buon effetto allenante, tenendo anche conto dell'impegno per raggiungere le diverse piazzole di tiro lungo percorsi spesso caratterizzati da vivaci saliscendi.


Concludendo, non abbiate remore e avvicinatevi con fiducia a questo meraviglioso sport. Presto, molto prima di quanto pensiate, vi troverete anche voi a dire "sono un arciere".

giovedì 15 settembre 2011

Let me introduce myself ...

Per rompere il ghiaccio e aprire questo blog a lungo pensato (l'idea iniziale, per la verità, era quella di scrivere un libro, ma ho subito il fascino del web) lasciate innanzitutto che mi presenti:
Mi chiamo Aurelio Stoppini, ho 53 anni e vivo a Perugia. 
Ho iniziato a tirare con l'arco 8 anni fa, quindi in età matura, ma questo affascinante sport mi ha subito preso alla grande e col tempo si è trasformato in una stabile e duratura passione, al punto che oggi mi sento "arciere" come se lo fossi da sempre.


La tipica espressione rilassata
dopo una piacevole gara nel bosco
(N.B. il bicchiere conteneva ottimo Chianti) 


La mia formazione arcieristica iniziale è avvenuta in una  compagnia Fitarco (la federazione nazionale affiliata al CONI, nella quale ho molti amici e sono tuttora iscritto), ma sin dai primi tempi ho avvertito il fascino del tiro tradizionale, che si pratica con archi semplici, privi di mirini e altri accessori tecnologici. 
Per cui dall' "arco scuola", inevitabile strumento per compiere i primi passi arcieristici, non sono passato ad un "olimpico" pluriaccessoriato come la maggior parte dei miei compagni del corso di base, bensì ad un essenziale ricurvo "da caccia" (sia pur di modesto libbraggio), con l'obiettivo di imparare a tirare nel modo che maggiormente mi affascinava e tuttora riesce a emozionarmi: il tiro istintivo.

Da allora è iniziata una crescita progressiva, basata in buona parte sull'autoapprendimento (con l'inevitabile serie di errori iniziali che ciò comporta) ma anche sull'aiuto e i consigli di tanti arcieri ed istruttori, sulla lettura di libri, la sperimentazione e l'acquisto di nuove attrezzature più performanti, con il desiderio costante di migliorare e di approfondire la conoscenza di questa arte. Questa definizione per un'attività sportiva può apparire esagerata ma il tiro con l'arco, soprattutto quello tradizionale, ha molti aspetti in comune con attività artistiche, come ad esempio quella di suonare uno strumento musicale.

La mia attività arcieristica si è sviluppata soprattutto attraverso la FIARC, la "seconda" federazione sportiva nazionale, che si occupa del tiro "di campagna", che in realtà si pratica soprattutto nei boschi e prevalentemente (anche se non in modo esclusivo) con archi tradizionali. Sono molto grato alla FIARC per quello che mi ha dato e per gli amici che vi ho trovato, ed è un onore per me far parte degli istruttori regionali di questa federazione.

Dopo 8 anni, 7 campionati italiani FIARC, 1 europeo IFAA e innumerevoli gare e raduni arcieristici (tra cui includo anche tante piacevolissime amichevoli e "roving", che privilegiano gli aspetti ludici e conviviali) mi sono fatto ormai delle idee abbastanza chiare su quella splendida disciplina sportiva che è il tiro con l'arco tradizionale, un'intrigante alchimia di tecnica e istinto, e apro questo blog per raccontarvi un po' di cose che penso di aver capito, sperando di fare cosa utile soprattutto per chi è all'inizio, e magari per convincere qualcun altro ad avvicinarsi a questo emozionante sport che si può praticare a tutte le età (conosco arcieri provetti dai 10 agli 85 anni).


Oltre all'arco tradizionale, ma in modo meno assiduo, mi dedico da anni ad altre discipline di tiro: Pistola (P10, PGC e un po' di avancarica) al Tiro a Segno Nazionale, Field Target con la federazione FTI. Ne faccio un po' troppe ... è vero, ma l'esperienza acquisita in una specialità può essere utile anche nelle altre, perché gli aspetti in comune, specie a livello psicologico, sono veramente tanti.